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Libri da leggere.

Tra i libri che ho letto, consigli di lettura...

Non recensioni -che lascio agli esperti e agli addetti ai lavori- soltanto brevi commenti su libri che, dal mio modesto e personalissimo punto di vista, meritano di essere letti. 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Carta

di Roberto ritondale Ed. ilmiolibro.it

 

Ho letto l'anteprima di CARTA perché conoscevo già altre opere di Ritondale e perché le poche righe di descrizione del libro sono bastate ad affascinarmi. Un mondo senza carta? Senza fogli, senza pagine, senza libri... Ma, alla fine dell'anteprima, non ce l'ho fatta ad abbandonare la lettura: uno di quei casi (rari, tra l'altro) in cui si desidera davvero continuare a leggere dei protagonisti, ci si appassiona alla storia e, nel caso specifico, ci si appassiona ad Odal, alla carta, ai libri, alla resistenza contro il "controllo". CARTA è un libro emozionante, che non si fa chiudere, che tiene attaccati alle sue pagine. La storia racconta di un regime totalitario che ha eliminato la carta e tutto ciò che ne deriva;che detiene il suo potere ed il suo controllo sulla gente, sorvegliando tutti attraverso i tecnologici "controlabel" e reprime con violenza ogni manifestazione di dissenso. Nel percorso che si compie insieme ai protagonisti, ci si sente coinvolti, si partecipa e si gioisce della caparbietà e dell'ironia sorniona di Odal, ci si intenerisce alla delicatezza di Hanna e ci affascina il coraggio di Unnur: ci si sente parte del romanzo e si prende posizione al fianco dei clandestini che non si arrendono. La narrazione è perfetta: chiara, semplice, lineare, un lessico interessante e flashback importanti, il romanzo si dipana a tratti toccante e commovente. Particolarmente piacevole il dialogo tra Odal e lo scrittore Peter Moon, davanti agli scaffali della memoria, scaffali vuoti che venti anni prima erano pieni di libri.  "... Se mi ammazzano con un libro fra le mani, io morirò felice..." E' un libro scritto da chi ama leggere e ama scrivere, da chi non rinuncerebbe mai alla Carta e ne ama l'odore, la sostanza, l'anima. E la libertà insita in essa. "... La libertà non è quella del mio corpo. E' quella della mia mente..." Imperdibile, da leggere senz'altro. In formato cartaceo...

 

 

 

La stanza dei pesci

di Flora Tommaseo - Edizioni Alphabeta Verlag (Collana 180 Archivio critico della salute mentale)

La stanza dei pesci è una storia straordinaria, nel senso stretto del termine: esce dall’ordinario per portarci in un universo probabilmente sconosciuto ai più, quello del disagio mentale. Ma stavolta questo mondo non ci è svelato dal tecnico di turno, psichiatra, psicologo o appassionato giornalista, bensì da una donna, giovane, precipitata nel disagio causa droga e alcol. Un anno di terapie, di spostamenti da un centro all’altro, di paure, dolore ma anche di attimi felici. Un anno incredibile.
La penna di Flora Tommaseo (Matilde nel libro), annota giornalmente ogni piccolo particolare, ogni momento di rabbia e solitudine o d’amore e di speranza. E lo fa in modo poetico; la sua scrittura è intima e ci spalanca le porte delle crisi, dell’imbarazzo e del dolore senza mai risultare pesante e/o solo per gli addetti ai lavori. C’è una umanità nelle frasi di Matilde che colpisce il cuore. La narrazione ti trascina giù, nell’abisso più nero insieme a lei, e poi ti riporta su, tra i vivi, tra i più. Ci si lascia trascinare per empatia (forse perché c’è qualcosa di noi che riconosciamo in lei? O forse perché ci terrorizza l’idea stessa del male e del malessere e così crediamo di esorcizzarla?) e non ci si stacca facilmente dal libro e dalla sua vita. E’ uno di quei libri che non vorresti finisse, perché il desiderio, da lettore, è starle vicino, non abbandonare la protagonista a quello che sembra un destino segnato.
E invece non lo è.
Matilde esce dal tunnel, supportata da una famiglia che non la abbandona neanche per un momento, da equipe di medici che non si abbattono davanti agli insuccessi e alle ricadute della giovane donna. E dagli amici di percorso, i ragazzi e le ragazze di uno o dell’altro Centro, ricoverati insieme a lei, figure così umane e coinvolgenti da farci commuovere.
Un libro bellissimo che ci conferma, una volta di più, l’efficacia della terapia di supporto della scrittura: Matilde non ha mai messo di scrivere, appuntare, sognare sui suoi Magic book – come li definisce – i suoi taccuini Moleskine, i suoi quaderni di lotta e di sopravvivenza, giorno per giorno. Quasi i suoi amici più veri.
Scrivere fissa l’attimo, le idee, le paure e le speranze.
La stanza dei pesci è anche un libro pieno di musica, musica che Matilde ascolta con le sue inseparabili cuffiette e fa da colonna sonora alla sua vita e diventando anch’essa terapia.
L’introduzione è di Claudio Magris.

“…fatto sta che è un albero grande, bello, imponente, le sue foglie sono ancora verdi mentre tutto il prato del giardino del Porto è ricoperto da foglie autunnali che vanno dal giallo limone al marrone scuro. Sono questi gli attimi per cui vale la pena vivere…”
“…C’è un vento che soffia forte che è uno spettacolo. Amo così tanto le cose inumane. Non so il perché. Forse perché non dipendono da noi, perché hanno una vita propria e solitaria, come la vorrei avere io, spazi di raggi solari e di bombe di vento e cascate temporalesche, sì, tutto questo per me è magia, una magia più magia dei fuochi d’artificio de Il signore degli anelli, più magia di David Copperfield o come cavolo si scrive, perché la natura ha una ragione di vita tutta sua, e con l’uomo cozza. Io invece riesco a inabissarmi con essa, percependone ogni singolo attimo di atomo e mi piacerebbe che fosse così per tutti…”

Sono solo due stralci, presi a caso nelle pagine, tanto per dare un' idea della poesia che pervade l’intero libro.
Flora Tommaseo è nata nel 1981, laureata in Cinema all’Università degli Studi di Trieste.


Bisogna leggerlo.

 

 

 

Anna Karenina

di Lev Tolstoj - Garzanti

"Tutte le famiglie felici sono simili tra loro, ogni famiglia infelice è infelice a modo suo."

E' l'incipit, famosissimo, di uno dei grandi capolavori della letteratura mondiale. Pubblicato nel 1877 (dopo essere apparso a puntate su un periodico russo), Anna Karenina è un affresco dell'anima, dei sentimenti, oltre che della Russia dell'epoca. Dostoevskij lo definì: "...in quanto opera d'arte, è la perfezione...".

La capacità di scrittura di Tolstoj è stupefacente; le sue descrizioni delle personalità dei personaggi sono eccellenti, la natura che li circonda è quasi dipinta, è viva. Leggendo le descrizioni di boschi, campi, piante, cielo se ne avvertono i rumori e se aspirano i profumi .

"...La primavera tardò a lungo a scoprirsi. Nelle ultime settimane di quaresima fece un tempo sereno, gelido. Di giorno, al sole, disgelava, ma di notte toccava i sette gradi; la neve era così indurita che andavano con i carri senza seguir la strada. A Pasqua nevicò. Poi, tutt'a un tratto, il secondo giorno della settimana santa, soffiò un vento tiepido, avanzarono nubi, e per tre giorni e tre notti cadde una pioggia tiepida e impetuosa. Il giovedì il vento avanzò una fitta nebbia grigia come per nascondere i misteri dei mutamenti che si compivano nella natura. Nella nebbia si riversarono acque, scricchiolarono e si spostarono i massi di ghiaccio, più veloci si mossero i torbidi spumeggianti torrenti, e a sera, proprio in cima al Kràsnaja Gòrka, si lacerò la nebbia, le nuvole fuggirono via a pecorelle, si rasserenò e si aprì la vera primavera. Al mattino, il fulgente sole che si era levato divorò rapidamente la sottile crosta di ghiaccio che aveva coperto le acque, e tutta l'aria tiepida vibrò delle evaporazioni delle terra rianimata che la riempivano. Rinverdì l'erba vecchia e la nuova che spuntava ad aghi, si gonfiarono le gemme del viburno, del ribes..."

Il romanzo racconta la vita dell'affascinante Anna Arkàdievna, donna bellissima ed intelligente infelicemente sposata con un marito (Karenin) che non ama e che si innamora, corrisposta, del giovane conte Vrònskij, con il quale vive una passione travolgente. Tolstoj narra le vicende di Anna con stupefacente conoscenza e sensibilità verso il mondo femminile e ne fa un ritratto  psicologico notevole. Tutti i personaggi del romanzo sono descritti minuziosamente e l'autore crea tra le pagine un'atmosfera molto coinvolgente. Personaggio di spicco, oltre ad Anna, è Lèvin, un uomo forte, razionale, critico nei confronti della società, un gran pensatore.  Amante della filosofia e amante della terra che lavora, Lèvin ruba la scena ad Anna e Vrònskij.

In ogni caso, la bellezza e la straziante sofferenza di Anna, restano a lungo impressi nell'animo del lettore.

Un romanzo bellissimo, imperdibile. 

 

 

 

 

 

L'amico immaginario

di Matthew Dicks - Giunti editore

Ci si può innamorare del personaggio di un romanzo? Certo che sì. Anche se il personaggio, in questo caso, è un amico immaginario. Budo, amico immaginario dI Max, è il primo attore, è la star indiscussa del bellissimo romanzo di Dicks.

Max è un bambino autistico di nove anni, affiancato perennemente dal suo amico immaginario Budo. E' proprio Budo a raccontare, in prima persona, questa storia avvincente. Una mattina, durante l'orario scolastico, Max viene rapito dalla sua insegnate di sostegno. Soltanto Budo conosce il rapitore ed è l'unico purtroppo che non può parlarne a nessuno. Lui esiste esclusivamente per Max. Ma non per questo si perde d'animo e cerca con mille strataggemmi di salvare il suo migliore amico. La figura di Budo, attraverso la straordinaria penna di Dicks, da immaginaria diventa realistica, realistici i suoi pensieri sulla vita e sulla morte, i suoi dubbi, le sue paure.

L'amico immaginario è incantevole, emoziona e commuove. E' una favola, è un giallo, è un romanzo sull'amore per i bambini, sulla fantasia, sull'amicizia. Una trama originale, con una dose di suspence, che non ti aspetti e che ti incanta. E ti dispiace quando arrivi all'ultima pagina.

"...Le scuole sono piene di bambini, ma la maggior parte di loro lasciano gli amici immaginari a casa, perché è difficile parlare o giocare con un amico immaginario quando ci sono le maestre e gli altri alunni in giro. Magari i bambini se li portano a scuola il primo giorno dell'asilo, ma a meno che non siano come Max, lo capiscono subito che parlare con qualcuno che è invisibile non è un buon modo per fare amicizia. Ed è così che la maggior parte degli amici immaginari smettono di esistere. Vengono uccisi all'asilo..."

"...E' molto strano essere un amico immaginario. Non puoi soffocare e non puoi ammalarti e non puoi cadere e romperti la testa e non puoi prendere la broncopolmonite. L'unica cosa che può ucciderti  è quando una persona smette di credere in te..."

Da leggere, assolutamente.

 

 

 

 

Scrittrici in giardino

di Adele Cavalli  Ed. ilmiolibro.it

Scrittrici in giardino, elegante opera di Adele Cavalli, è un viaggio. Un viaggio in un mondo incantato, quasi, tra alberi, bordure, fioriture; una passeggiata nei giardini che sono stati fonte d'ispirazione per  alcune tra le scrittrici più grandi del mondo. E percorrere questo viaggio, come afferma l'autrice "è stato come spiare le scrittrici, sono entrata nei lori giardini"...  In effetti, leggendo le sue pagine, così romantiche e poetiche, anche al lettore sembrerà di trovarsi proprio lì, in quella natura, tra le architetture botaniche di Vita Sackville-West, nel giardino rasserenante di Eudora Welty; potrà gioire insieme a Karen Blixen alla fioritura della sua peonia in Africa e passeggiare nei parchi insieme alle stupende creature di Jane Austen. Attraverso le parole di Adele Cavalli, ci si ritrova seduti in un giardino profumato, fatto di versi, letteratura e grande amore per la natura, amore che accomunava le dieci scrittrici. L'autrice racconta la grande passione di queste donne per i boschi, per i fiori, per la terra, che amavano coltivare personalmente. Nel romanzo scopriamo tratti delle personalità di ognuna che di certo non conoscevamo; la storia famigliare, i figli, ma anche aneddoti che spesso non sono noti. Il libro è frutto di un lavoro di ricerca minuzioso e prezioso, Scrittrici in giardino è un romanzo narrato con estrema delicatezza, poeticamente, quasi per non disturbare le scrittrici e i loro pensieri. Colette : "...ascolto l'iris sbocciare..." o Emily : "...c'è bisogno d'estate e di intere legioni di margherite..." Ad impreziosire il testo, anche le foto dei giardini e delle case narrati. La lettura di Scrittrici in giardino riempie gli occhi di verde e smuove il desiderio di camminare tra quelle siepi, a scoprire gli angoli che hanno visto felici le dieci splendide donne.

 

 

Q

di Luther Blisset -  Einaudi Editore

Q è un romanzo epico, grande, bellissimo, geniale del 1999.

Luther Blisset, come molti sapranno, è lo pseudonimo con cui firmarono l'opera  quattro scrittori, oggi Wu-Ming.

Nel romanzo, ambientato tra il 1522 e il 1555, l'anonimo protagonista, eretico anabbattista, assumerà di volta in volta  varie identità per sfuggire all'Inquisizione e per combattere uno status quo fatto di soprusi e di ingiustizie, di guerre e complotti, di riforme e controriforme, in un contesto sociale perfettamente "disegnato" dagli autori con assoluto rigore storico, tant'è che quasi tutti i personaggi del romanzo sono realmente esistiti. L'altro personaggio chiave, è Q,  acerrimo nemico, spia di un cardinale di Roma. 

La lettura del libro (seicentocinquanta pagine) può risultare, all'inizio, un pò ostica: ma dopo un centinaio di pagine, vola. La scrittura corale si sente, ognuno degli autori ha lasciato il segno della propria penna nelle pagine ed è proprio questo, probabilmente, che fa di questa opera un gioello della letteratura. 

 

Assolutamente imperdibile.

 

 

Breve storia del mondo

di Ernst H. Gombrich - Salani Editore

Lo storico dell'arte Ernst Gombrich ha realizzato, con questo volume, un capolavoro: la storia del mondo, dalla Presistoria alla prima guerra mondiale, condensata in sole trecento pagine. Un' impresa non da poco. Il racconto della storia del mondo è narrato con penna leggera, trattato con termini semplici, mai tedioso o pesante. Adatto e pensato per i più giovani (l'autore si rivolge al lettore dandogli del tu), validissimo per tutti, perché ripercorre le tappe evolutive dell'uomo nel mondo, in tutto il mondo, insegnando o rinfrescando la memoria di chi le ha già studiate. Il desiderio dell'autore era quello di mettere a proprio agio il lettore e l'intento è riuscito; la breve storia del mondo si legge come un romanzo e appassiona come un romanzo. Notevole, tra l'altro, proprio il fatto che la narrazione riguardi tutto il mondo: difficilmente (per lo meno a scuola, dove normalmente non si riesce a terminare mai il programma), si studia la storia di tutto il nostro pianeta. Dopo averlo letto, tutti (o quasi) avranno imparato qualcosa di nuovo. Seppur ristretti, come già detto, in così poche pagine, gli eventi, le epoche, i personaggi principali appaiono comunque nella loro completezza. Un vero peccato perdere una simile possibilità di conoscenza.

Il libro è stato pubblicato, la prima volta, nel 1935.

"Immaginati il grande fiume della storia che abbiamo sorvolato per tutta la sua lunghezza dall'alto di un areoplano. Laggiù nella foschia riesci forse ancora a distinguere le caverne dei cacciatori di mammut e le steppe sulle quali crebbero le prime coltivazioni di cereali. Quei puntini lontani sono le piramidi e la torre di Babele. In quella depressione un tempo gli ebrei pascolavano le loro greggi. Su quel mare navigavano i fenici. Quella là che brilla come una stella bianca tra i mari è l'acropoli, l'emblema dell'arte greca. E dall'altra parte del mondo si estende la buia foresta con i santoni indiani, in cui Buddha ebbe l'illuminazione. Più avanti c'è la muraglia cinese e dall'altra parte rovine fumanti di Cartagine. In quei grossi imbuti di pietra i romani facevano divorare  i cristiani dalle belve feroci. Quelle nubi addensate là sulla tera sono il temporale delle migrazioni dei popoli. In quei boschi lungo il fiume i primi monaci hanno convertito ed educato i germani. Là da quel deserto sono partiti gli arabi alla conquista del mondo. Qui regnava Carlo Magno. Su questa collina c'è ancora..."

 

 

BAMBINI ALL'INFERNO

di Cecilia Gentile - Salani Editore

Da Gaza ai territori occupati. Undici storie d'infanzia nel cuore di un conflitto che colpisce prima di tutto gli innocenti.

L'autrice del libro, Cecilia Gentile, è una giornalista de la Repubblica.

Cecilia Gentile è entrata nella Striscia di Gaza, affrontando la paura ed il pericolo, per andare ad incontrare i bambini che ci vivono, per parlare con loro e farsi raccontare com'è e cos'è la vita di un bambino a Gaza e nei Territori Occupati della Palestina. 

Sfogliando le pagine del libro incontriamo Ahmed Hassanin, dieci anni, colpito alla testa da un proiettile mentre giocava in strada con gli amici. 

Omar, quattrodici anni, che deve pensare a proteggere la baracca in cui vive con la sua famiglia.

Nasmi, quindici anni, racconta la notte in cui gli israeliani fecero irruzione nella sua casa, uccisero persone, razziarono le case. Era il  suo compleanno.

E poi Musa Banat, la vita sconvolta in un attimo dal proiettile che lo ha reso zoppo... e poi ancora Yusef e Chayma... e tanti altri.

Un libro che si legge con le lacrime agli occhi.

 

 

 

I figli dell'ultimo banco

di Augustin d'Humiéres - Piemme Editore

"La storia vera di un insegnante Robin Hood che ruba la cultura per darla a tutti" Le Monde

Non è facile essere un insegnante. Non è facile confrontarsi, ogni giorno, con la dura realtà delle riforme scolastiche, dei diverbi con i colleghi, dei rapporti complicati con i genitori. Soprattutto se, come fa il nostro d'Humiéres, ci si ostina voler insegnare il greco nelle banlieue. Seppur osteggiato e boicottato da tutti, il professore non si da per vinto e combatte in prima persona, in cerca di studenti ai quali insegnare il greco e il latino, riuscendo a convincerli dell'importanza della conoscenza di quelle lingue morte. E riece ad introdurli al teatro, mettendo in scena con successo Sogno di una notte di mezza estate di Shakespeare (Il titolo originale del libro è "Homère et Shakespeare en banlieue").

"... Far finta: acquisizione fondamentale del tatro per dei giovani dalla vita dura, sommersi piuttosto dall'eccesso di raltà. Far finta per essere capaci di non farlo davvero. Far finta di essere arrabbiati, far finta di uccidere, di amare, di morire. Vincere anche le gelosie durante la distribuzione delle parti. Capire che l'opera collettiva vale più dei desideri individuali, che un personaggio principale non può nulla senza i ruoli minori..."

"... Inès comincia a leggere, non inciampa più sulle parole... Scopre il testo per la prima volta, eppure propone una lettura ritmata e vivace della rabbia di Achille. Cyrano è passato da lì. La classe tace , ascolta, vuole sapere il seguito..."

Dalla Postfazione di Jacqueline de Romilly:

"... L'apprendimento del latino e del greco è innanzitutto un'attenzione alle parole, alle forme, alle etimologie, alle strutture... il cui studio porta alla padronanza del ragionamento, dell'argomentazione logica e all'organizzazione del discorso e del pensiero... ho capito quanto la cultura e l'intelligenza entrassero nella comprensione delle parole, quanto una lingua morta potesse portare a una letteratura viva..."

Un libro intenso, a sostegno della cultura per tutti.

 

 

 

Io ti faccio amico

di Ferdinando Albertazzi - Notes Edizioni

 

Un libro che affronta il tema della diversità con straordinaria delicatezza. La distrofia, la dislessia, l'autismo, visti attraverso gli occhi dei bambini, tre storie che vedono protagonisti Ludovico, Betta, Carlotta e Luca. I tre brevi racconti  parlano il linguaggio dell'amicizia e dell'uguaglianza. Scritto per i più piccoli, merita di essere letto da un pubblico adulto.

"... Sarà perché siamo tutti un po' diversi e un po' uguali?..."

 

 

 

Lo strano mondo di Alex Woods

di Gavin Extence - Garzanti

Il titolo originale, The Universe versus Alex Woods, suggerisce la trama, surreale e paradossale a volte, di questo bellissimo romanzo. Il protagonista, Alex, dieci anni, viene colpito da un meteorite che si abbatte sulla Terra e ne ricava una brutta, ma non letale, ferita. A causa dello scontro il ragazzino soffrirà di crisi epilettiche, che imparerà a gestire in un modo molto personale. La storia di Alex, narrata in prima persona,  potrebbe sembrare una delle tante border-line degli ultimi anni (a parte il meteorite...): senza padre, con una mamma dedita alla lettura delle carte, vittima dei bulli della scuola e del paese. Ma l'incontro-scontro con il signor Peterson, anziano pacifista vicino di casa, è il vero centro del romanzo. La loro amicizia, l'affetto, il legame che li unirà,  sono la Storia.  Una storia che si dipana pian piano, che coinvolge i protagonisti ed il lettore trattando un argomento controverso come il suicidio assistito. Lo stile narrativo del romanzo è accattivante; una storia bellissima e commovente.

"... Le cose sono spesso più complesse, o più semplici, di come appaiono. E molto dipende dalla prospettiva di chi guarda..."

"...Scrivere le cose su un foglio bianco, con il tempo e lo spazio per pensarci e per dire quello che avevi davvero in mente, era infinitamente meglio che provare a spiegarsi in tempo reale. Avrei voluto poter comunicare sempre con la scrittura. Mi avrebbe reso la vita molto più semplice..."

 

 

 

La verità sul caso Harry Quebert

di Joel Dicker - Bompiani

Il protagonista principale del romanzo di Dicker, è il libro.

"...Un testo non è mai perfetto. Al massimo c'è un momento in cui è meno imperfetto di prima"...

Il romanzo La verità sul caso Harry Quebert, ha suscitato sentimenti diversi; alcune recensioni lo portano alle stelle, altre sono piuttosto critiche nei confronti dell'autore. Personalmento non scrivo recensioni, solo semplici commenti e, dal mio punto di vista, il libro è bellissimo. Vale sicuramente la pena leggerlo.  Si legge d'un fiato - nonostante le settecentosettanta pagine - e questo la dice lunga sulla capacità di narrazione dell'autore. La trama prende e sorprende, con i continui ribaltamenti e colpi di scena. Una lettura che, a parte rarissimi paragrafi più lenti, non annoia, anzi, avvince.

..."Scrivere un libro è una battaglia"...

..." E' esattamente il lavoro di ogni scrittore. Scrivere significa riuscire a sentire le cose con più forza degli altri e trasmetterle di conseguenza... (...) Noi siamo scrittori perché facciamo in maniera diversa una cosa che tutti sanno fare: scrivere. In questo sta tutta la sottigliezza.. (...) La forza degli scrittori, sta nel fatto che possono decidere la fine della storia..."...

Il giovane e famoso scrittore Marcus Goldman, momentaneamente in preda al panico per un blocco che non gli permettere di buttare giù nenche una riga, si trova coinvolto in un enigma, alla base del quale ci sono un suo professore universitario nonchè famoso scrittore, un suo libro, una giovane ragazza morta trent'anni prima.

Soltanto una nota: alcuni personaggi sono un po' forzati, su tutti, la mamma di Marcus.

 

 

 

 

Biscotti al malto Fiore per un mondo migliore

di Laura Sandi - Mondadori

"... Stando ai miei primi giorni di scuola, la ricreazione avrebbe dovuto chiamarsi demolizione. Suor Mirtilla, poveretta, non sapeva neanche di essere al mondo. Rotonda e ballonzolante come un pallone di gommapiuma, per lei tutto era bello e buono e bravo. Come potesse crdere davvero che le mie compagne attorno a me stessero giocando a girotondo rimane un mistero. Se davvero avessimo giocato a girotondo avrei fatto anch'io parte del cerchio, non ne sarei stata al centro..."

Un mondo particolare, quello di Leda, la ragazzina che racconta in prima persona l'infanzia, spesso irrazionale, in casa Rothko, dove vive con un padre scultore, una madre enigmatica, due fratelli nati per combattere, una governante che cela un segreto. E senza un televisore. 

Un romanzo che è quasi una fiaba, che ci accompagna nelle fasi della crescita di Leda, in modo garbato, ironico e profondo.

 

 

 

 

 

La tela di Carlotta

di E. B. White - Mondadori

Pubblicato la prima volta nel 1952, La tela di Carlotta non invecchia di certo. Il tema dell'amicizia, in questo caso la strana amicizia tra un gracile cucciolo di maiale (Wilbur) e un ragno saggio (Carlotta), ne fanno una storia semplice e proprio per questo così bella. White descrive la vita in una fattoria come lo specchio della società umana, dove sono gli animali i protagonisti di solidarietà, affetto, amicizia.

«Perché hai fatto tutto questo per me? – chiese Wilbur. – Non lo meritavo: non ho mai fatto nulla per te io. – Mi sei stato amico – rispose Carlotta – e questa è già per se stessa una cosa eccezionalmente importante. E io ho tessuto le mie tele per te perché ti volevo bene. Che cos’è un’esistenza, in fondo? Si nasce, si vive per un periodo brevissimo, si muore. L’esistenza di un ragno, poi, non può non ridursi a una miseria, con tutto questo intrappolare e mangiare mosche. Essendoti di aiuto, ho forse cercato di elevare la mia vita di un poco».

Come ogni libro pensato per i bambini, è consigliata la lettura ai grandi.

 

 

I miei martedì col professore

di Mitch Albom - Rizzoli Editore

La lezione più grande: la vita, la morte, l'amore.

Quando Mitch, l'autore del libro, decide che sia ora di passare a trovare un suo vecchio professore, al quale era rimasto profondamente legato, è già tardi: il professore sta morendo. Ciononostante tra i due si instaura un rapporto, ogni martedì, fatto di dialoghi sulla vita, sulla morte, sull'amore. Un po' come se fosse l'ultima sua lezione, il professore sonda con semplicità e saggezza tutto quello che la vita può offrirci.

Una grande e commovente lezione per tutti.

"... Vedi, dovunque tu viva, il difetto peggiore di noi esseri umani è la miopia. Non vediamo ciò che potremmo essere. Dovremmo considerare il nostro potenziale, facendo ogni sforzo per giungere a quel che potremmo diventare. Ma se siamo circondati da persone che dicono 'il mio lo voglio adesso', si finisce con poche persone che hanno tutto e la forza pubblica che impedisce ai poveri di ribellarsi e andarlo a rubare..."

"... Finché riusciremo ad amarci a vicenda e a ricordarci il sentimento d'amore che abbiamo provato, potremo morire senza uscire realmente dal mondo. L'amore che si è creato resta qui. I ricordi sono ancora qui. E tu continui a vivere-nei cuori di chi hai nutrito, educato o commosso su questo pianeta... Con la morte finisce la vita, non il rapporto..."

 

 

 

 

Lasciami entrare

di John Ajvide Lindqvist - Marsilio Editore

Ambientato in un sobborgo di Stoccolma, Il romanzo descrive il degrado sociale, i soprusi, le problematiche e le umiliazioni con cui Oskar, dodicenne figlio di divorziati, deve confrontarsi quotidianamente e in solitudine. Ma l'incontro con Eli cambierà la sua vita. Oskar troverà finalmente l'amicizia, intensa, con una sua coetanea molto particolare. Il romanzo è un horror garbato, seppur molto cruento in alcuni capitoli, scritto con eleganza. Assolutamente diverso da tutta l'altra letteratura del filone vampiri, spicca proprio per il messaggio d'amore e d'amicizia e per la profonda tenerezza dei due giovani protagonisti. La narrazione è lenta, ma perfetta per la scenografia di una città ricoperta dalla neve e bloccata nella morsa del gelo. Un romanzo horror che riesce a coinvolgere ed emozionare con delicatezza, mettendo due diversità a confronto; due diversità che si danno la mano e si fanno forti l'un l'altro, per la riscossa dall'emarginazione.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Luna

di Julie Anne Peters - Giunti Editore

"Io l'amavo, lei era mio fratello"

Con Luna, l'autrice tratta un argomento discusso e delicato, quello della identità sessuale. Liam, un sedicenne bellissimo, si sente una ragazza intrappolata nel corpo di un ragazzo. La notte però Liam si trasforma in Luna... A conoscenza del suo segreto, Regan, sua sorella, che non si stanca mai di sostenerlo.

“Se Liam avesse potuto esprimere un solo desiderio, la cosa che avrebbe voluto di più al mondo, avrebbe chiesto di rinascere.
Questa volta nel corpo giusto, in quello di una femmina.”

"Liam aveva passato tutta la vita a chiedersi cosa vedesse la gente quando lo gurdava. E se, dopo tutto quello che aveva fatto per portare alla luce Luna - per essere lei, la ragazza che viveva dentro di lui - la gente non avesse visto altro che un ragazzo vestito da donna?"

 

L'autrice, Julie Anne Peters, ha vinto numerosi premi con le sue opere, tutte incentrate su argomenti importanti e delicati, come appunto l'orientamento sessuale.

Luna è un romanzo che tocca il cuore, fa riflettere e fa aprire gli occhi agli adolescenti e anche agli adulti. Insegna a non giudicare, ad amare e a guardare le cose sempre anche da un altro punto di vista.

 

 

 

 

 

 

 

 

Grandi speranze

di Charles Dickens - Newton Compton Editore

"Vagabondando, chiedendo l'elemosina, rubando, qualche volta lavorando, quando potevo, facendo un po' il bracciante, un po' il carrettiere, un po' il falciatore di fieno, un po' il venditore ambulante, un po' mille cose che non pagano e mettono nei guai, mi feci uomo"

Un autentico romanzo inglese, come solo Dickens poteva scrivere. Pubblicato a puntate su una rivista tra il 1860 e il 1861, Grandi speranze narra le vicissitudini di Philip Pirrip (Pip) giovanissimo orfano, affidato alle cure senza amore della manesca sorella in una Inghilterra vittoriana malinconica e priva di aspettative. Poi, le grandi speranze arrivano a risolvergli la vita;  non per mano della sua protettrice Miss Havisham, bensì grazie al lascito di un benefattore che vuol restare anonimo. Pip si ritrova ricco e si trasferisce a Londra per studiare ed entrare nell'alta società. Nell'intreccio della trama, Dickens dipinge personaggi indimenticabili, tra cui la tragica figura di Miss Havisham, la bellissima Estella di cui Pip è innamorato, il forzato Abel Magwitch...

 

La narrazione è esemplare, godibilissima, con qualche gioiello di humur inglese. Una lettura imperdibile, un Grande classico.

 

 

 

 

Mattatoio n° 5

di Kurt Vonnegut - Feltrinelli

Mattatoio N° 5 ( Schlachthof-funf) leva un grido contro la guerra, con fare scanzonato, provocatorio e grottesco.

Kurt Vonnegut, che ha vissuto sulla propria pelle durante la seconda guerra mondiale  il bombardamento di Dresda, lo rievoca e lo regala alle future generazioni, incastonandolo in un romanzo bellissimo.

Il protagonista, Billy Pilgrim, ci conduce nel tempo e nello spazio, grazie ad una sua particolare capacità e ci accompagna in un viaggio dall'Europa devastata dalla guerra fino al pianeta immaginario Trafalmadore, dove fugge per non vedere la realtà.

"...Ho imparato come gli abitanti di un intero pianeta possano vivere in pace! Come sapete, io vengo da un pianeta che da tempo immemorabile non fa che compiere massacri insensati. Io stesso ho visto i corpi di ragazzine bollite vive dentro un serbatoio dai miei compatrioti, tutti fieri di battersi in quel modo contro il male... E di notte, in prigione, mi sono fatto luce con candele fabbricate col grasso di esseri umani uccisi dai fratelli e dai padri di quelle ragazzine. I terrestri devono essere il terrore dell'universo! Se per ora altri pianeti non sono minacciati dalla Terra, presto lo saranno. Ditemi dunque il segreto, così lo porterò sulla Terra e saremo tutti salvi: come può un pianeta vivere in pace?..."

"...Tutto è, è sempre stato e sempre sarà, passato e futuro sono sempre esistiti e sempre esisteranno, nulla dipende dalla volontà dell’uomo..."

"...La cosa più importante che ho imparato su Tralfamadore è che quando una persona muore, muore solo in apparenza. Nel passato è ancora viva, per cui è veramente sciocco che la gente pianga al suo funerale. Passato, presente e futuro sono sempre esistiti e sempre esisteranno. I tralfamadoriani possono guardare i diversi momenti proprio come noi guardiamo un tratto delle Montagne Rocciose. Possono vedere come tutti i momenti siano permanenti, e guardare ogni momento che gli interessa. È solo una nostra illusione di terrestri credere che a un momento ne segua un altro, come nodi su una corda, e che quando un istante è passato sia passato per sempre..."

Ho scoperto questo libro quando ho letto Lo stano mondo di Alex Woods dove Mattatoio n° 5 e gli altri libri di Vonnegut sono citati molto spesso. Grazie ad Alex Woods, quindi... è proprio vero che da lettura nasce lettura, da conoscenza nasce conoscenza.

Imperdibile.

 

 

Scirocco

di Girolamo De Michele - Einaudi

"Un gruppo di amici, sulle piste di un hacker ucciso e di una nave che non è mai dove dovrebbe essere. Scoprono un'Italia segreta e metifica, dove tira scirocco, tutte le illegalità si toccano, tutti possono tradire e forse non c'è più scampo per nessuno. Un affresco totale che fonde thriller, noir e avventura in una trama impeccabile"

Scirocco è un romanzo che appassiona e fa riflettere sulle mille e più trame - segrete o meno - della nostra Italia negli ultimi cinquanta anni. Lo scorrimento, qualche volta, non è del tutto lineare, ma è un'opera eccellente.

"... Tra pirati informatici, servizi deviati, trafficanti, vecchi partigiani indomiti e preti dal fare poco ortodosso, si gioca una partita dai contorni vastissimi, dove ogni cosa sembra rovesciarsi nel suo contrario, la morte è in agguato quando meno te lo aspetti e la vera posta, alla fine, è la dignità di ciò che è umano..."

A partire dalle persecuzioni della seconda guerra mondiale e poi via via alla eversione nera, alla strage di Bologna, al terrorismo, a Gladio, alla strategia della tensione, all'inchiesta sulla banda della Uno bianca...  Scirocco è un'opera corale. "Al termine del libro l'autore propone in una nota gli indirizzi dove verificare i documenti  citati nel libro. Atti di convegni nei quali si parla della guerra come strumento per rimodellare un paese, la lobby della armi, i memoriali di Moro e i discorsi di Saragat e Fanfani nei quali si prepara il terreno ad un colpo di stato, nel timore che i comunisti arrivassero al potere ...."

 

 

La ragazza dei fiori morti

di Amy Mackinnon - Rizzoli

"La voce forte di una donna offesa, un personaggio lontano dalle convenzioni" Gianrico Carofiglio.

Ho trovato questo libro per caso, al mercato, su una di quelle bancarelle che vendono libri di qualunque tipo, qualsiasi edizione, dai cartonati per i più piccoli alle dispense da cucina, a soli tre euro. E' stata la copertina ad affascinarmi e poi il titolo. Non ho sbagliato.

La ragazza dei fiori morti è Clara, che lavora presso un'agenzia di onoranze funebri: a lei il compito di sistemare i defunti, prima della veglia. Clara li lava, li trucca, li tratta con rispetto, di volta in volta impara a conoscerli e sceglie per loro i fiori adatti. Di ogni fiore la ragazza ci da il significato corrispondente, la simbologia e di fiori è pieno il romanzo.  La ragazza dei fiori morti è scritto con mano leggera, delicatamente; è  un romanzo introspettivo, profondo che, quasi in forma sussurrata, scava nella psiche umana e nei suoi drammi ma si svela poi anche un thriller a tutti gli effetti. L'autrice ha saputo descrivere con sensibilità il disagio e gli abusi, la fragilità e la violenza senza cadere nel consueto ed abusato modus giornalistico per fare notizia. L'utilizzo del racconto in prima persona coinvolge, si respira, di volta in volta  (uno-due-tre, uno-due-tre, respiro), insieme a Clara.

 

 

La macchia della razza

di Marco Aime - Eleuthera Edizioni

Storie di ordinaria discriminazione

La macchia della razza è una lettera aperta ad un bambino rom, Dragan. Una lettere di scuse. L'autore chiede scusa al piccolo per i nostri atteggiamenti di razzismo, di chiusura. Cerca di spiegare la paura del diverso, la paura dello straniero, ricostruendo con fedeltà cronologica episodi di razzismo di cui molti di noi, italiani bravi gente, si sono macchiati e si macchiano spesso, ancora, dimenticando le nostre origini.

E chiede scusa per quel ditino macchiato dall'inchiostro, al momento della schedatura, del piccolo rom: un atto vergognoso, che un paese civile e non sedicente tale, non può permettersi di compiere.

Nello scorrere le pagine, ho trovato similitudini con alcune delle mie idee, che ho inserito a suo tempo in Margherita, Giorgia, le altre ed io.

Mi affianco a Marco Aime e anch'io chiedo scusa a Dragan. Ma anche a Petru, a Ludmila, a Maria, a Ljdia, a Yaguine...

"Quante volte un uomo può girare la testa e fare finta di non avere visto?" Bob Dylan

 

 

 

 

Orgoglio e pregiudizio

di Jane Austen - Edizione La Biblioteca di Repubblica

It is a truth universally acknowledged, that a single man in possession of a good fortune, must be in want of a wife’

E' uno degli incipit più famosi nel mondo letterario: ‘È verità universalmente riconosciuta che uno scapolo in possesso di un solido patrimonio debba essere in cerca di moglie’

"L'artista più perfetta tra le donne", così, Virginia Woolf, descriveva Jane Austen. Le donne sono sempre il centro delle opere della Austen, donne grandi da esaltare, donne con i pedi per terra o con la testa tra le nuvole, la Austen ha tracciato ritratti stupefacenti dei propri personaggi femminili, comunicandone al lettore il carattere, i pregi,  i desideri, le colpe.

La penna di Jane Austen incanta; il suo stile narrativo è elegante, forbito, ha il fascino del linguaggio d'epoca. La trama di Orgoglio e pregiudizio è probabilmente nota ai più: Elisabeth, una delle cinque figlie di Mr. Bennet (personaggio inimitabile per simpatia, dipinto egregiamente dalla Austen), è per l'appunto in età da marito. Ma, al contrario delle donne della sua epoca, disdegna le offerte matrimoniali consigliate dalla famiglia, per decidere in prima persona del suo futuro.

"Attraverso Elizabeth la Austen ha creato la sua immagine di donna ideale, una persona dotata di forza morale ed intelligenza tali da farla stimare sia dagli uomini che dalle donne, ma allo stesso tempo dotata di qualità, quali la sensibilità e la femminilità, tali da farne apprezzare tutte le sfumature caratteriali. Questo personaggio femminile trascende il periodo tardo-illuministico ed è amato anche dai lettori e dalle lettrici contemporanei." Wikipedia

C'è talmente tanto da dire su Orgoglio e pregiudizio, sui suoi personaggi, sull'epoca che la Austen ci racconta così amabilmente e, appunto, sulle sue donne: l'autrice ha descritto un mondo di femminilità,  di sensibilità e di fascino, ma anche di ribellione ai dettami del tempo.

 

Le edizioni del libro sono innumerevoli da quel 28 gennaio 1813

Citare soltanto Orgoglio e pregiudizio (1813), è riduttivo.

Jane Austen ci ha lasciato altri capolavori e  alcune opere incompiute.

Ragione e sentimento (1811), Mansfield Park (1814), Emma (1815), Persuasione (1818), L'abbazia di Northanger (1818) ; i racconti: Lady Susan (1794, 1805), Sanditon (incompiuto), I Watsons (incompiuto).

 

 

 

In rete si trovano siti dedicati alla Austen e alle sue opere a profusione; tra gli altri spicca questo

 

 

 

 

La scrittura di Jane Austen è affascinante, così come suggestive sono le descizioni degli ambienti; nei suoi romanzi si respira un'epoca con tutte le sue atmosfere. I dialoghi dei personaggi sono ammalianti e coinvolgenti.

Una grande scrittrice, una grande donna.

 

 

Cent'anni di solitudine

di Gabriel Garcia Marquez - Feltrinelli

C'ent'anni di solitudine è un capolavoro.

"Molti anni dopo, di fronte al plotone di esecuzione, il colonnello Aureliano Buendìa si sarebbe ricordato di quel remoto pomeriggio in cui suo padre lo aveva condotto a conoscere il ghiaccio. Macondo era allora un villaggio di venti case di argilla e di canna selvatica cos truito sulla riva di un fiume dalle acque diafane che rovinavano per un letto di pietre levigate, bianche ed enormi come uova preistoriche. Il mondo era così recente, che molte cose erano prive di nome, e per citarle bisognava indicarle col dito. "

Un mondo surreale, un mondo condannnato a cento anni di solitudine: è Macondo, paese sperduto del Centro America, dove vivono, muoiono e si avvicendano gli incantevoli protagonisti del romanzo, che per sei generazioni raccontano una storia quasi magica, di amore, di morte, in un tempo che sembra non scorrere.

"Figlio del capostipite José Arcadio, Aureliano Buendía è famoso per essere diventato comandante generale delle forze rivoluzionarie, per aver preso parte a 32 rivoluzioni armate e per averle perse tutte e 32.
Ebbe diciassette figli maschi da diciassette donne diverse, sfuggì a quattordici attentati, a settantatrè imboscate e a un plotone di esecuzione, sopravvisse a una dose di stricnina nel caffè che sarebbe bastata a ammazzare un cavallo. L'unica ferita che subì fu procurata da lui stesso dopo aver firmato la capitolazione di Neerlandia che mise fine a quasi venti anni di guerra civile, finendo a morire di vecchiaia, lavorando nel suo laboratorio di oreficeria. Diverrà l'uomo più temuto dal governo, quasi un capo di stato della parte rivoluzionaria, ma non permise mai che lo fotografassero. L'unica sua immagine rimase il giovanile dagherrotipo di famiglia, scattato dallo zingaro Melquíades, in cui apparve vestito di panno scuro, con stivaletti di vernice, baffi impeciati, tra Rebeca e Amaranta."

Il colonnello Aureliano Buendia, il primo bambino nato a Macondo; Josè Arcadio Buendia,  che verrà ritrovato, ucciso da un colpo di arma da fuoco, nella propria camera, da sua madre, dopo che il suo sangue è arrivato incredibilmente fino alla casa Buendía; Remedios la bella, che si distingue per una bellezza fuori dal comune; Amaranta che tormentata da un rimorso, si brucerà la mano volontariamente sulle braci e indosserà, in segno di lutto, una benda nera fino alla morte; Ursula Iguaran, ultracentenaria che ha conosciuto tutte le generazioni della sua popolosa famiglia; Rebeca taciturna e introversa, che ha l'abitudine di nutrirsi di terra.... sono solo alcuni degli indimenticabili personaggi del libro. Personaggi che portano quasi tutti lo stesso nome, sono spesso consanguinei e condividono  tutti, in qualche modo, la stessa vita di solitudine.

Un capolavoro della narrativa, da leggere e rileggere.

Al momento, è l'unico libro che ho letto, integralmente, tre volte.

 

 

L'albero genealogico della famiglia Buendia.

 

 

Cose che nessuno sa

di Alessandro D'Avenia - Mondadori

Di Alessandro D'Avenia avevo già letto, appena uscito, Bianca come il latte, rossa come il sangue. Un libro coinvolgente, drammatico e ciononostante pieno di vita. La vita esplosiva degli adolescenti. In questo Cose che nessuno sa, sono ancora gli adolescenti, i ragazzi, i protagonisti principali di una storia delicata e commovente. D'Avenia sa dipingere i sentimenti, i disagi e la bellezza dei suoi personaggi con delicatezza e con molta poesia. C'è tanta poesia nel libro. Lo stile narrativo, ricco di descrizioni, ritrae i dettagli con cura e leggendo si ha l'impressione di sentire i profumi del mare, dei fiori; di vedere il cielo e i tetti della città, insieme ai protagonisti.

..."Un libro può contenere tutto il caos del mondo,ma le sue pagine sono cucite insieme e numerate, il caos non scappa da lì..."

La storia racconta i quattordici anni di Margherita, sconvolta dalla partenza del padre, che ha lasciato la famiglia proprio quando lei sta entrando in una fase così importante e delicata della sua vita, il suo primo anno di liceo. Attrono a Margherita ruotano gli altri personaggi, il professore bibliofilo, l'eccentrica e affettuosa amica Marta, la nonna siciliana Teresa, Giulio, il ragazzo creatura invincibile del buio, nonché alcuni personaggi dell'Odissea. Alla fine della lettura, viene voglia di riprendere in mano il capolavoro di Omero, di leggere ancora di Telemaco, di Ulisse, di Penelope...

Da lettura, nasce lettura...

..." "Pomelie, o plumeire, come le chiamano qui al nord" disse la nonna indicandoli con le sopraciglia, dato che le mani erano già troppo indaffarate. Erano fiori che inebriavano, come la maggior parte delle cose che raccontava della sua terra..."...

Ho avuto la fortuna di vedere le pomelie nell'orto botanico di Palermo: sono esattamente come le descrive la  nonna Teresa del romanzo.

 

Bel libro, piacevole, garbato, per i ragazzi e per gli adulti. 

 

 

 

 

Le affinità elettive

di Johann Wolfgang Goethe - Edizione La Biblioteca di Repubblica

Un grande classico, pubblicato nel 1809, narrato con lo stile dell'epoca; qualche passo è più pesante da leggere, pomposo e arcaico, indubbiamente. Ma nonostante questo è un libro imperdibile. Goethe affascina  con le superbe descizioni dei paesaggi e della natura, con la narrazione estremamente elegante, con il suo alto livello letterario.

“Le grandi passioni sono malattie senza speranza. Ciò che potrebbe guarirle, è proprio ciò che le rende pericolose.”

Il titolo del romanzo deriva dalla formula scientifica della affinità chimica che indica la tendenza di un elemento chimico a legarsi con un altro.

Eduardo e Carlotta, una benestante coppia sposata, vive in tranquillità il proprio rapporto coniugale. Quando Edoardo invita in casa un caro vecchio amico, il Capitano, Carlotta teme che questa terza persona possa guastare la loro equilibrata unione per cui decide di portare in casa  anche la giovane figlia adottiva, Ottilia.  Le affinità elettive del titolo, andranno a turbare le loro esistenze: Edoardo perderà la testa - ricambiato - per Ottilia, al contempo Carlotta e il Capitano scopriranno il reciproco sentimento che li unisce.

" Sono questi i casi più stupefacenti e singolari, quelli in cui l'attrazione, l'affinità, l'abbandono e il ricongiungimento si possono, in effetti, rappresentare attraverso uno schema a croce nel quale quattro esseri, accoppiati a due a due, una volta stimolati al movimento, lasciano la loro primitiva unione e poi si riconnettono, ma seguendone una nuova. E in questo lasciare e prendere, in questo fuggire e cercarsi sembra davvero di vedere all'opera un principio superiore: si deve concedere a queste essenze una sorta di volontà, una attitudine a scegliere, e a quel punto sembra davvero legittimo il termine tecnico " affinità elettive"

Per chi ama i classici, da non perdere.